[graphic]

fiorentina, d' anni 18, cantante, a 30 idem. (Seguono i nomi di quattordici altri, condannati ad uno o più mesi di ferri , ed al digiuno con pane ed acqua due o tre giorni per settimana ). — Le due giovani soffrirono per moltissimo tempo prima di rimettersi in salute. — La sentenza fu eseguita per tutti, appena pronunziata, sulla piazza del castello , in pubblico, davanti ad una truppa di ufficiali tedeschi, che stavano a guardare cinicamente facendo sceda alle grida delle vittime. — Non è già una pagina strappata alle vecchie cronache dell' inquisizione, diceva generosamente Alessandro Dumas , non è una tenebrosa tortura imposta a rei di lesa maestà divina ed umana, in qualche prigione del XV secolo; ciò succede all' aperta, sotto il cielo di Dio, a vista delle nazioni, nell' anno di grazia 1849, secondo della Repubblica Francese. ' — Il comandante militare di Milano mandò al municipio una u nota da.pagare di 33 fiorini e 9 kreutzer — per spesa di ghiaccio (applicate alle carni calterite onde prevenire la gangrena), e di bacchette rotte e consumate nel castigo dei rivoltosi del giorno 18 agosto. » Poscia il maresciallo ordinò alla città di Milano di indennizzare la prostituta Olivari, pretesto di quella scena, con un donativo di 30,000 lire. — Non mancava che il dileggio e v' ebbe pur questo!

Le nuove di Lombardia e Venezia echeggiate dai giornali di tutti i paesi, ove la libertà di parola non era delitto, profondamente addoloravano i liberali piemontesi e tutti gli emigrati italiani, che alla tribuna, nel foro, nella stampa, ne' governativi uffici e appo le case commerciali e bancarie di Torino e delle

[merged small][ocr errors]

altre più cospicue città del regno avean trovato, a seconda dei propri meriti e della levatura dell' ingegno, onorevole collocamento. E mentre, per alcuni, notizie siffatte erano argomento di recriminazione contro il governo attuale e i precedenti, tempravano gli animi dei migliori a forti propositi ed educavanli a robusti pensieri. Così incominciavano a disegnarsi i tre partiti — retrogrado, moderato e radicale — che — battuto il primo dal governo e dalla coscienza del popolo; favorito dagli eventi il secondo; il terzo altalenante giusta lo svolgersi delle vicende politiche e il compiersi di fatti alla causa italiana più o meno propizii — durano tuttavia, co' loro cento screzj, e si sono fatti i tre partiti dell' Italia risorta a nazione.

E poichè qui cade in acconcio vogliam dire alcun che degli intendimenti, degli scopi e de' mezzi di cui dispongono questi tre partiti. Il primo ossia il retrogrado, non è indigeno d'Italia nè d' altra nazione del mondo; esso è ovunque: in ogni paese, in ogni città, in ogni villaggio ha i suoi aderenti, i suoi affigliati. Questo partito cosmopolita non è altro che l'agente della setta gesuita la quale non potendo, a cagione delle leggi avverse, penetrare dappertutto apertamente, s'ammanta colle vesti del legittimismo, e dispone della maggior parte del clero cattolico, che, soggetto alla curia romana e non abbastanza tutelato dai governi, deve farsi mancipio di questa setta i cui perniciosi influssi ha già troppo l'Europa provato. Nemico capitale della libertà 1' avversa e abborre come il genio delle tenebre abborre e avversa la luce; ed è quindi l'amico dei despoti, a cui tiene il sacco per ogni sorta di ribalderie. Fu mercè sua che Luigi Bonaparte giunse alla presidenza della repubblica Francese; mercè sua egli operò il colpo di stato ed affogò nel sangue la libertà della Francia, a prezzo di sangue comperata. Potentissimi sono i suoi mezzi dacchè dispone delle timide coscienze del volgo, rurale in ispecie. Col fanatismo religioso arma il braccio dei sicarj, nè veruna empietà o delitto il rattiene per raggiungere gli intenti che si prefìssa: ha scritto sulla sua bandiera u il fine giustifica i mezzi. »

Il partito moderato è quello che già da lungo tempo in Italia prevale; non gi à che desso sia il più operoso o il più amante di libertà, ma perchè, più accorto dell' altro partito liberale avanzato, si tiene compatto e sa profittare anche dell' opera altrui. Forse al suo nascere aveva più onesti principii e migliori intendimenti: — infatti lo vediamo in Piemonte iniziatore di liberali riforme e propugnatore della causa italiana: in progresso modificossi e peggiorò assai la propria divisa. Nondimeno non essendosi mai lasciato scappar di mano le redini del governo e la forza degli avvenimenti avendolo favorito e fattolo operare grandi cose, conquistò le masse troppo ruvide ancora per discernere il meglio, e si formò una maggioranza in parlamento che finora non venne meno. Le screziature di questo partito ci appariranno nel procedere di questa storia quando il vedremo combattere alla tribuna i proprj avversarj.

Il partito avanzato è composto di tutti gli uomini più onesti ed indipendenti che vanti 1' Italia: repubblicani e monarchici, unitari e federalisti si sono dati la mano innanzi allo svolgersi degli stupendi avvenimenti che furono il sogno dell'intera loro vita, la meta degli incessanti e strenui loro sforzi; l'amarezza di vedere altri che non avevano per tanti anni secoloro combattato le battaglie della libertà, fruire del merito della vittoria, ha forse un pò sconvolta la mente d'alcuni, e perciò perdettero parte di quell'aura popolare che godevano quando andavano disponendo le rivolte contro gli oppressori; ma come il tempo avrà aperto gli occhi del popolo ed avrà disciplinato alle lotte parlamentari e della stampa la falange di giovani eroi che andò a schierarsi sotto la bandiera di questo partito, esso riprenderà 1' influenza che or gli fa perdere 1' impopolarità del nome d'uno de' suoi antesignani dal quale con arte partigiana suolsi chiamare tutta questa sì importante frazione de' liberali italiani. E il nome di Giuseppe Mazzini del venerando repubblicano, dell' infaticabile cospiratore, che nuoce al credito di questo partito. Mazzini ha ben meritato dalla patria per avere coll' ispirata parola tenuti desti in Italia gli spiriti di libertà ed accesa la favilla della -rivoluzione; ma gli errori suoi e quelli che gli s' imputarono hanno momentaneamente perduta la sua fama: e' non può sperare giustizia che dal tempo, ed è mestieri che rinunci alla direzione del partito avanzato italiano se questo vuole acquisti terreno.

Il ministero piemontese intanto prosieguia le interne riforme e fra le altre una nè compì per la quale meritossi il plauso di tutti gli onestj, 1' abolizione dei tribunali ecclesiastici, barbaro avanzo dell' età di mezzo contrario allo spirito del secolo non solo, ma ben anco alla lettera dello statuto piemontese che stabilisce l'uguaglianza dei cittadini in faccia alla legge. La presentazione di questa proposta fatta dal ministro Siccardi sollevò una fiera tempesta in parlamento; parlarono contro fra gli altri i conti di Revel e Cesare Balbo, in favore combattè il ministro Santa Rosa, il prete Turcotti e Camillo Cavour. Alla perfine messa a partito, la legge fu approvata a grande maggioranza di voti: il senato l'approvò esso pure — segnolla e promulgolla il re, malgrado una petizione firmata da tutti i clericali che chiede» il contrario, e ad onta d'una protesta del

« PrécédentContinuer »