Ocere teatrali del Sig, Volumes 39 à 40

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Stampe di A. Zatta e figli, 1794
 

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Page 301 - Coldani ec. non vi esser cosa alcuna contro la Santa Fede Cattolica, e parimente per Attestato del Segretario Nostro , niente contro Principi , e Buoni Costumi , concediamo Licenza ad Antonio Z»tta Stampator di Venezi...
Page 201 - Bertoldino, in strada cantare questo Strambotto Ciascun mi dice, ch'io son tanto bella. Che sembro esser la figlia d'un Signore, Chi mi assomiglia alla Diana stella, Chi mi assomiglia al faretrato Amore. Tutta la Villa ogn'or di me favella, Che di bellezza porto in fronte il fiore. Mi disse l'altro giorno un giovinetto: Perché non ho tal pulce nel mio letto?
Page 194 - V'apprezzo come re di questo impero Ma come uomo non vi stimo un zero RE Dunque, s'io non regnassi, Meritar non potrei da te rispetto? BER. Signor, vi parlo schietto: Tutti nudi sian nati, Tutti nudi morremo; Levatevi il vestito inargentato, E vedrete che pari è il nostro stato.
Page 30 - A Lion la Contessa la Cra. A Paris la Marchesa la Gru. A Madrid la Duchessa del Bos. In Inghilterra Miledi la Stos. In Germania ho le mie Baronesse. In Italia le mie Principesse. E conosco le femmine ancor Nel Serraglio del Turco Signor.
Page 142 - Dunque lei l'ha veduta? CEC. Signor si. Una macchina abbiamo, Da cui spesso vediamo Quel che si fa laggiù nel basso mondo; E il piacer più giocondo Che aver possano i nostri occhi lunari, È il mirar le pazzie dei vostri pari.
Page 152 - Un avaro suda e pena E poi crepa e se ne va. Un superbo senza cena Vuol rispetto e pan non ha. Un geloso è tormentato, Un corrente è criticato Quasi tutti al vostro mondo Siete pazzi in verità.

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