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PIEMONTESE-ITALIANO

DEL PROFESSORE

DI GRAMATICA ITALIANA E LATINA

MICHELE PONZA

Edizione Sesta

CORRETTA ED ACCRESCIUTA DI CIRCA IL DOPPIO

DELLE VOCI

PINEROLO,

DALLO STABILIMENTO TIPOGRAFICO-LIBRARIO

di Giuseppe Lobetti-Bodoni

1860.

AVVERTENZA

II Tipografo Editore sottoscrito avendo con scrittura privata in data del'i 30 settembre 1859 acquistata la Proprietà Lelieroria dal libvajo Carlo SCHIEPATTI domiciliato in Torino, el VOCABOLARIO PIEMONTES-ITALIANO del Prof. M chele Ponza, ed essendost uniformaio a quanto prescrivono le Leggi in vigore, diffida i signo Tipografi e Libra' che egli invocherà le Leggi medesime, sotto la tutela delle quali pose la presente edizione, contro i trasgressori.

Giuseppe Lobetti-Bodoni
Tipografo Editore.

Lif. Comm.

Jardiochin

57-24-33
27846

Un vocabolario essendo la tavola rappresentativa di tutte le idee d'un popolo, ei diviene per conseguenza il primo e più necessario libro d'ogni nazione

V. MONTI, Proposta ecc.

Egli è fuor d'ogni dubbio, che fra le cagioni per cui

la lingua italiana non solo non fiorisce, ma è per così dire strapazzata in alcuni paesi ove non è succhiata col latte della nutrice, nè parlata, vuolsi annoverare la mancanza di Vocabolarj di dialetto. Infatti come osserva il ch.. Francesco Cherubini, a chi mai non nato, o non educato in Toscana non occorre tuttodi qualche difficoltà di parole o di frasi, ove a trattar abbia di materie familiari, o di arti? A chi non conviene sovente adottare espressioni men che giuste, od usar circonlocuzioni dannose al bel dire? Persuase di questa gran verità abbiam veduto non poche provincie d'Italia, Milano, Brescia, Ferrara, Bologna, Venezia, Osimo, Verona, Napoli, Palermo, Pavia, Mantova, Genova dar opera per essere provvedute di dizionarj delle loro voci vernacole, e il Piemonte fra esse non fu l'ultimo ad andarne proveduto.

Il primo a darci un Vocabolario Piemontese-Italiano fu il medico Pipino nel 1783, di cui abbiamo anche alcuni sonetti e canzoni in questo nostro dialetto, ed una grammatica Piemontese-Italiana. Il signor Conte Luigi Capello di San Franco ne pubblicò poscia un

altro, ma piemontese e francese sul finire della gallica invasione; nel qual tempo attendeva pure il dotto sacerdote Zalli da Chieri alla pubblicazione di un altro nelle quattro lingue, piemontese cioè, italiana, francese e latina, che pubblicava poi coi tipi Carmagnolesi del valente tipografo Barbiè nel 1815 in tre bei volumi in 8. Esauritasi l'edizione di questo quadrilingue dizionario, il tipografo di Carmagnola, a' cui tipi aveva già affidato lo Zalli quel suo lavoro, concepì il disegno al certo lodevolissimo di darcene una seconda edizione in due vol. in-40, proponendosi d'arricchirla, siccome fece, di nuove voci e definizioni.

Un altro piccolo Dizionario Piemontese-Italiano il Professore Ponza andava intanto compilando e pubblicando in Torino nel 1826 coi tipi Ghiringhello, e nel 1827 con quelli della Stamperia Reale, eccitato dagli Ill.mi signori Sindaci di questa Capitale, ad uso delle Scuole della lingua italiana; e alcuni anni dopo, cioè nel 1834, mandava in luce dalla Stamperia Reale l'ultimo suo in tre volumi in-8°.

Nel 1843, trovandosi esausta anche l'edizione di questo, pensò d'accingersi a darne una seconda con molti miglioramenti e non poche rettificazioni ed aggiunte

Nel 1846, acquistata dall'editore Schiepatti la proprietà di tale Vocabolario coll'aggiunta di circa 2000 voci principalmente d'uso domestico, il medesimo ne fece eseguire un'edizione portatile quale si esaurì in men di un anno avendolo dovuto far ristampare nel susseguente 1847; quest'ultima edizione tirata al considerevole numero di 6000 copie, appena bastò per il periodo di dieci anni.

Ampliato il su ldetto Vocabolario ed accresciuto di circa il doppio di vocaboli, questa quinta edizione si presenta ai suoi leggitori coll'avvertenza:

1. Non si troveranno più in questo registrate se non le voci meramente piemontesi, e quelle che sebbene di origine e struttura italiana, epperciò di facilissima versione, han dato luogo a' proverbj e frasi piemontesi di più difficile e men noto traslatamento, come

alla parola lunes, barba, pipa, fià, ecc., da cui nascono le frasi fè'l lunes,-fè la barba a un, — de na pipa, -piè d'fià, ecc.

2. Come in questa edizione non avranno più luogo que' tanti esempi tratti da scrittori del dialetto piemontese, di cui trovavasi sopraccarica ogni pagina della prima, senza una menoma necessità al mondo.

3. La versione italiana sì delle voci, e si delle frasi piemontesi, è pressochè tutta di Crusca; dicesi pressochè tutta, poichè di un gran numero di voci relative a quelle cui diedero luogo le nuove e non poche scoperte fatesi nelle arti e uelle scienze mancando nei Vocabolarj della Crusca la corrispondente versione, si è creduto, giacchè una doveasene pur applicare alle siffatte voci, doverla attignere, seguendo l'esempio di altri dizionarj di dialetto primieramente da quello francese-italiano dell'Alberti per la grande affinità di significato, che passa tra un gran numero di voci piemontesi e francesi; secondariamente dall'uso, sia in Firenze e ne' suoi dintorui, sia altrove; indi dagli scritti di autori moderni i più lodati in fatto di lingua; finalmente dai dizionarj d'altri dialetti d'Italia per riguardo ai vocaboli che questi possono avere comuni coi nostri, adottando però quelle versioni che la ragione, l'evidenza, l'analogia e sopratutto l'inclinazione ed il fare della lingua italiana potevano per le migliori additarsi.

4. Un vocabolo potendo essere suscettivo di più significati, quanto al proprio e quanto al figurato, se n'è fatta notare la differenza colla punteggiatura del punto e virgola, o coll'annotazione fig. oppure met., cioè figuratamente, metaforicamente.

5. Per servire al bisogno di parecchi, che non troppo proveduti la mente di voci italiane, si trovano tuttavia nel caso d'aver a scrivere spessissimo italianamente per ragione di negozj od impieghi si è riputato pregio d'opera corredare il più delle voci di molti vocaboli italiani ad esse corrispondenti.

6. Non si è poi creduto opportuno di allungarsi troppo ed in ogni voce intorno all'uso delle cose si

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