Storia del reame di Napoli dal 1734 sino al 1825, Volume 2

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Tipogr. Elvetica, 1834 - 286 pages
 

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Page 35 - Ed erano crudeli ali' antico, e speravano col nome di una virtù nascondere le turpitudini dell'opposto vizio. In una stanza del castello fu l'infame concilio adunato. In altra stanza Gioacchino dormiva l'ultimo sonno della vita. Entrò Nunziante quando già chiaro era il giorno, ma pietà non sofferse che il destasse , ed allorché per sazietà di sonno aprì le luci, quegli composto a dolore, gli disse che il governo aveva prescritto eh' ei fosse da un tribunale militare giudicato. "Ahi, rispose,...
Page 48 - ... di rendere al legittimo re il trono di Napoli. Funesta promessa, mantenuta nell'anno 16. Era nel Regno la setta dei Calderari, che dovea per voti sostenere la monarchia dispotica , opprimere i Carbonari , i Liberi-Muratori , i Murattiani , i Liberali : ed erano Calderari uomini malvagi, che provenivano dalle disserrate prigioni nei tumulti del 99, dalla anarchia di quell'anno, dal brigantaggio del Decennio, e dalle galere di Ponza e Pantelleria.
Page 27 - La Rivière, che anni prima scampato per suo favore dal supplizio, ora gli rendeva ingratamente morte per vita ; scrisse lettere al re di Francia non superbe né abbiette, ma da re 'profugo ed infelice, e le mandò a...
Page 34 - ... si mandò in Calabria con poteri supremi il principe di Canosa, sperimentato strumento di tirannide e di enormità; si afforzò la reggia di guardie e di custodi. Le quali sollecitudini cessavano colla morte di Murat, e ne fu dato il comando per via di segni e di messi: un tribunal militare dovea giudicarlo come nemico pubblico. E mentre il comando di morte volava sulle ale de...
Page 28 - ... di Francia verso Corsica, isola ospitale, patria di molti che un dì furono suoi seguaci nella guerra e compagni di gloria. Dopo due giorni di navigare sorse improvvisa tempesta sì che, raccolta la piccola e sola vela latina, corse il legno per trent'ore a fortuna di mare. Calmato il temporale (e fu ventura perché il piccolo naviglio in più parti sdrucito non poteva reggere alle procelle), scoprirono altra nave più grande che veleggiava verso Francia; e raggiuntala, uno de' tre seguaci di...
Page 34 - Stratti si recò al castello, ed imprese a scrivere i nomi de' prigioni, egli medesimo non credendo che vi stesse Gioacchino; dopo due, dimandò al terzo chi fosse , e quegli : " Gioacchino Murat re di Napoli.
Page 33 - Così sfregiato lo menarono in carcere nel piccolo castello, insieme ai compagni che avean presi e maltrattati. Prima la fama e poi lettere annunziarono alle autorità della provincia que
Page 32 - Ingrossando le nemiche torme, ingombrato d'esse il terreno, chiusa la strada, non offre scampo che il mare, ma balze alpestri si frappongono ; eppure Gioacchino vi si precipita, ed arrivando al lido vede la sua barca veleggiare da lunge. Ad alta voce chiama...
Page 130 - Onnipotente Iddio, che collo sguardo infinito leggi nell'anima e nell'avvenire, se io mentisco o se dovrò mancare al giuramento, tu in questo istante dirigi sul mio capo i fulmini della tua vendetta...
Page 271 - Francesi , che, vinto il popolo napoletano, l'ordinarono a Repubblica. La nazione più si armò per sostenere le patrie instituzioni ; e solamente piccolo drappello difendeva la libertà. Combatterono per mire contrarie, gli uni sostenitori de'diritti civili, gli altri delle proprie persuasioni , che nei popoli sono diritti : errava una delle due parti , ma in entrambe la causa era giusta, la guerra onorata. I seguaci di libertà furono oppressi. Quanto e qual sangue fusse versato é noto al mondo....

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