Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, Volume 10

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Giuseppe Pitrè
L. Pedone-Lauriel, 1880
 

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Page 107 - l furor manco, Benchè suo foco in lui non spiri Aletto, Nè flagello infernal gli sferzi il fianco. Rota il ferro crudel ove è più stretto E più calcato insieme il popol Franco ; Miete i vili ei potenti, ei più sublimi E i più superbi capi adegua agl'imi.
Page 57 - Quando è seren, ma la montagna scura, Non ti fidar che non è mai sicura — e Montagna chiara e marina scura, Ponti in viaggio senza paura — e Quando è chiara la montagna, mangia, bevi e va in campagna (non piove).
Page 58 - To' la zapa e va a laora; Quando '1 tempo vien de soto (sud) Co le nuvole va al mare, To' su I bo e va arare; Co le nuvole va al monte (tramonta], To$ su i bo, e va a la corte.
Page 83 - Error non è frodo. * Il giudizio viene tre giorni dopo la morte — e Si vede il fine della nostra vita, ma non della nostra pazzia. Il giusto cade sette volte al giorno.
Page 39 - D'Aprile, non ti scuoprire, di Maggio vai adagio, di Giugno cavati il codigugno, e se non ti pare tornatelo a infilare; di Luglio, vattene ignudo. Tose. Aprile, non ti svestire; Maggio, vaece adagio; Giugno, allarga '1 pugno. March. Aprii, gnanca òn fil; Magg, adàg adùg: Giiign, slarga el pugn. Lornli. Fin ai quaranta de Mas (Maggio) no lasa zo e
Page 168 - nfernu Lu 'nvernu a Missina, e la stati 'n Palermu. Chi vuoi provar le pene dell'inferno, La state in Puglia e all'Aquila di verno. Abr. Olii vó' prova' le pene dell'inferno, L'estate a Jesi, a Cingoli l'inverno.
Page 359 - In qualsivoglia azione considera i suoi progressi e le sue conseguenze e poi ad essa ti accingi. Altrimenti con grande ardore la imprenderai senza pensare a quello che viene appresso; poscia scoprendo in essa qualche cosa di turpe, n'avrai rossore.
Page 238 - ... stesso. Chi cerca trova, e talor quel che non vorrebbe. Chi delitto non ha, rossor non sente. Chi è giusto, non può dubitare. Chi è imbarcato col diavolo, ha a passare in sua compagnia. Chi è in difetto, è in sospetto — e Chi è in peccato, crede che tutti dicano male di lui — e Chi ha coda di paglia, ha sempre paura che gli pigli fuoco.
Page 55 - Nzita? puta e chianta. Quannu la luna è pàlli ta, chiovi ; quannu è russa, fa ventu; e quannu è chiara fa sirinità — o Quannu la luna è pàllita havi a chioviri , e quannu è russa li gran venti gridanu.
Page 54 - Ed in questo osservate col zampino Se si passa l'orecchio, e dite pure Che farà pioggia, perché egli è indovino. Quannu la luna di Jinnàru manca, 'Nzita?

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