Storia del reame di Napoli dal 1734 sino al 1825, Volume 4

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Tip. e libreria Elvetica, 1834
 

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Page 34 - Murattisti più noti e più potenti, mancò l'animo a farlo; si mossero soldati nelle province; si mandò in Calabria con poteri supremi il principe di Canosa, sperimentato strumento di tirannide e di enormità; si afforzò la reggia di guardie e di custodi. Le quali sollecitudini cessavano colla morte di Murat, e ne fu dato il comando per via di segni e di messi : un tribunal militare dovea giudicarlo come nemico pubblico. E mentre il comando di morte volava sulle ale...
Page 39 - ... d'incontrare i colpi, disse ai soldati: « Salvate il viso, mirate al cuore. » Dopo le quali voci le armi si scaricarono, ed il già re delle Due Sicilie cadde estinto, tenendo stretti in mano i ritratti della famiglia, che insieme alle misere spoglie furono sepolti in quel tempio istesso che la sua pietà aveva eretto. Quei che crederono alla sua morte amaramente ne piansero, ma la più parte de* Napoletani ingannava il dolore, fingendo non so qual mendacio in tutti i fatti del Pizzo.
Page 113 - Sire, lacostitu» zione é desiderio universale del vostro popolo, il nostro » opporre sarà vano; io prego VM di concederla. » Il re non sospettava la fede dello scrivente, che, nato da parenti oscuri, e su levato fra le brutture delle discordie civili, lo aveva seguitato costante nelle varie fortune , e , per questo merito e per grazia, era pervenuto agli alti gradi dell'esercito, agli onori ed alle ricchezze.
Page 239 - ... più giovani, la frusta. A mezzo il giorno, nella popolosa via di Toledo, fu visto, in militare ordinanza, numeroso stuolo di soldati tedeschi, poi l'assistente del carnefice, che ad intervalli dava fiato alla tromba , e poco indietro altri Tedeschi ed alcuni sgherri di Polizia, i quali accerchiavano un uomo, dalla cintura in basso coperto di ruvida tela, con piedi scalzi, dalla cintura in sopra nudo, con i polsi strettamente legati, portando in mano ed appesi al collo tutti i fregi settarii,...
Page 264 - ... giudicati secondo le leggi , ovvero uscir dal Regno con passaporti liberi , senza indizio di pena : aggiungendo promesse di benignità agli obbedienti, minacce ai ritrosi. Erano costoro rei o timidi che stavano sospettosi ed armati nelle campagne, non entravano le città, mutavano le stanze, sempre liberi, ma di pericolosa libertà. Dopo l'editto, chi secondo il proprio senno restò più guardingo nei boschi, chi fidando all'innocenza si presentò per il giudizio, e cinquecentosessanta chiesero...
Page 152 - Pignatelli, Serra, altre cento nobilissime famiglie, diedero alla scure il primo sangue per amore di libertà. Qui , di poco anticipando i tempi, mi convien dire che , di ventiquattro deputati siciliani , la terza parte era di nobili, la quarta di preti, gli altri dieci fra tutti i ceti della società; onde veggasi come ancora duravano nelle opinioni di quel popolo le preminenze feudali ed ecclesiastiche. Terminate le elezioni, venuti gli eletti alla città, giunse ili" ottobre, giorno fissato per...
Page 132 - Io Ferdinando Borbone, per la grazia di Dio e per la costituzione della monarchia napoletana, re, col nome di Ferdinando I, del regno delle Due Sicilie, giuro in nome di Dio e sopra i santi Evangeli che difenderò e conserverò...
Page 30 - Italia nulla tolse alle mie ragioni ; si perdono i regni e si acquistano per l'armi, i diritti alla corona sono immutabili, ei re caduti risalgono al trono se lo vuole fortuna, istromento di Dio. La mia prigionia, qualora fallisca l'impresa troverà scusa dalla necessità; ma non mai serberò, volontario schiavo, sotto barbare leggi, misero avanzo di vita. Buonaparte rinunziò al trono di Francia; vi tornò per quelle vie che ora io tento, fu sconfitto in Vaterloo e prigioniero. Io non ho rinunziato:...
Page 32 - Infantado, devoti ai Borboni, questi per genio e quegli per antichi ed atroci servigi, uniscono in fretta aderenti e partigiani, raggiungono Gioacchino e scaricano sopra di lui archibugiate. Egli si arresta e non coll' armi, co' saluti risponde. Crebbe per la impunità l'animo a...
Page 27 - Murat : cercato da' manigoldi di Tolone, insidiato dal marchese La Rivière, che anni prima scampato per suo favore dal supplizio, ora gli rendeva ingratamente morte per vita ; scrisse lettere al re di Francia non superbe né abbiette, ma da re 'profugo ed infelice, e le mandò a...

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