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Fea, Carlo, 1753-1834.
[Operey v.2

DEI DIRITTI

DEL PRINCIPATO

SUGLI ANTICHI EDIFIZJ PUBLICI

SACRI E PROFANI

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Templum non illud vetus, non illud praesentissimae Reli-
gionis, non illud est, a quo totius Civitatis nostrae peti-
tur auctoritas. Quintil. Declam.323.

IN ROMA MDCCCVI.

PEL FULGONI

Con Lic. de' Sup.

O fortunatos nimium, sua si bona norint! Virgil. Georg. lib.2. v.458.

i

DEI DIRITTI DEL PRINCIPATO

SUGLI ANTICHI EDIFIZJ PUBLICI
SACRI E PROFANI

IN OCCASIONE

DEL PANTE ON

DI MARCO AGRIPPA

OSSIA

Transunto di ragioni storico-legali per inibire al fornaro della Palombella, di rifabricare la sua casuppola addosso alla Chiesa di S. Maria ad Martyres, l'antico Panteon, dopo

che va in rovina ora naturalmente .

Nei tempi bassi, quando Roma era quasi in una

perpetua anarchía rispetto a certe cose, ed i Somi Pontefici erano distratti in affari più importan(1), non si badava molto, o non si poteva imedire, se i Signori prepotenti s'impossessavano elle più solide, e anche delle più belle fabriche puliche dell'antichità per abitarvi, e fortificarvisi nelle guerre civili (2). Tanto è accaduto al Panteon di Marco Agrippa, stato uno dei luoghi forti della Città, quasi fino che i Sommi Pontefici sono ritornati da Avignone (3); e però tutto coperto attorno di casuppole, per servizio delle quali è incredibile, e da far piangere, quante lacerazioni sono state fatte all' edifizio, e quante ve se ne fanno alla giornata, per appoggiarvi tetti, e sof

(1) Ved.Vendettini Del Sen. Rom.Curzio De Sen. Rom.Donati Roma vetus, lib.4. cap.7.

(2) Ved.la mia Dissert.sulle

rov. di Roma, nel Winkelm. Storia delle arti del dis. Tom.3. pag.328. e segg.

(3) Ved. loc. cit. pag.382.

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